Potresti non sapere se quello sulla maglietta è un coccodrillo o un alligatore, ma sai quasi con certezza di che marca si tratta: è Lacoste. (A proposito: è un coccodrillo, dal soprannome del tennista professionista René Lacoste.)

Le origini di Lacoste risalgono al 1929, a un episodio semplice, ma decisivo. Stanco di indossare magliette a maniche lunghe durante le gare di tennis, René Lacoste decise semplicemente di tagliare le maniche: aveva inventato la polo.

Quattro anni dopo, Lacoste e André Gillier, produttore nel settore maglieria, lanciarono il marchio oggi diventato inconfondibile, che aveva in sé un’altra innovazione: il coccodrillo è infatti considerato il primo logo a essere apparso sulla parte visibile di un capo d’abbigliamento.

Dopo 86 anni, Lacoste rimane ancora un’azienda incredibilmente innovativa. Solo nell’ultimo anno, ha accolto con favore e sperimentato dalle lezioni di tennis digitali alle tecnologie di pagamento più all’avanguardia.

In occasione del Miami Open a marzo, Lacoste non ha solo dato l’opportunità agli spettatori di acquistare gli ultimi modelli presso un negozio temporaneo, ma ha anche lanciato una serie di attivazioni digitali per promuovere il coinvolgimento degli spettatori con il marchio.

Diversi dispositivi Alexa di Amazon sono stati posizionati nella boutique Lacoste dello stadio, permettendo così ai clienti di conoscere meglio l’incredibile storia del marchio e di chiedere informazioni sui capi d’abbigliamento. Agli aspiranti tennisti professionisti è stata data la possibilità di esercitarsi con la versione digitale di Novak Djokovic, l’ambasciatore del marchio Lacoste e il più grande tennista al mondo nella categoria maschile.

Per l’Open di Francia di giugno, Lacoste è stato il primo marchio a utilizzare ShoppableTV di NBC Universal, offrendo così ai telespettatori la possibilità di effettuare i propri acquisti durante la visione della prima partita in TV di Djokovic. I telespettatori potevano utilizzare il proprio smartphone ed effettuare la scansione dei codici QR visualizzati sullo schermo ed essere così guidati sul sito web di Lacoste, dove potevano acquistare gli articoli dalla Collezione Lacoste X Novak Djokovic.

L’Open di Francia è stato anche utilizzato per un’attivazione del marchio più tradizionale, dove si è lasciata intuire una futura collaborazione con Tyler, The Creator, per svelare una linea in rosa e azzurro che includeva polo, pantaloncini, bucket hat e giacche stile Varsity e che “strizzava l’occhio sia ai country club che agli skate park”, come riportato da GQ.

Dietro le quinte, Lacoste continua a migliorare il coinvolgimento del cliente tramite strumenti basati sull’intelligenza artificiale che consentono una migliore personalizzazione delle e-mail. Un’applicazione di Dynamic Yield, azienda del settore delle tecnologie per il marketing, permette all’azienda di “[analizzare] i modelli comportamentali di diversi gruppi di acquirenti, [generare] messaggi pertinenti e [inserirli] nei template delle e-mail”, portando così a un miglioramento dei tassi di apertura, clic e risposta.

Nonostante tutti questi trucchetti tecnologici, Lacoste continua a rimanere incredibilmente fedele all’identità che contraddistingue il marchio dalla sua fondazione nel 1933. Per averne conferma, basta guardare al 2017 e alla campagna pubblicitaria “Timeless”, che ripercorre gli 80 anni di evoluzione del marchio Lacoste riprendendo una coppia di passeggeri su un treno. Come spiegato dall’azienda stessa, “lo stile si evolve, ma la polo conserva la sua inalterabile eleganza”. Ma non è solo lo stile di Lacoste a essersi evoluto nel tempo, lo è anche l’azienda nel suo complesso.