Filippo Sogus, esperto in Ecommerce Seo ha oltre 12 anni anni d’esperienza. Riconosciuto da tutta la comunità digitale italiana è spesso invitato come speaker ai principali eventi, Sagus è anche il fondatore e amministratore di Be-We srl, agenzia focalizzata sul Digital Marketing.

Ecommerce Seo: si può definire la prima fase applicata del business plan?

No, non trovo corretto applicare interventi SEO in prima istanza senza prima aver analizzato un piano strutturato con tempi, task ed obiettivi. La prima cosa per me è l’analisi. Senza analisi non può esistere un piano d’azione. Ogni sito deve avere il suo piano, altrimenti prendiamo un manuale e “applichiamo la SEO”. Purtroppo, o per fortuna, non è così.

Oggi applicare un piano ecommerce SEO significa, per me, fare un’analisi a 360° della struttura, della ramificazione, dei competitor, dei prodotti ecc. ecc. Dati alla mano si pianificano poi le varie azioni fissandosi di volta in volta degli obiettivi.

Anche in caso di “nuovo e-commerce” preferisco sempre partire dallo studio del mercato, dal prodotto del cliente, dalla sua organizzazione interna per poi passare all’analisi SEO vera e propria., seguito dagli interventi attivi.

Una volta implementata tutta la struttura Seo, con l’architettura e testi dei prodotti corretti, in che modo consigli di procede per il mantenimento?

In base al tipo di mercato in cui si affaccia l’e-commerce, bisogna procedere in modo differente. Chi incide è la competitività che abbiamo in base agli stessi competitor, il numero di prodotti, categorie e marchi. Quel che consiglio è sempre un piano a medio – lungo termine con un minimo di 12 mesi, salvo casi particolari.

Le cosa più importanti, post piano di intervento, sono il monitoraggio costante:
• del traffico,
• del posizionamento,
• del fatturato.

Un e-commerce oggi non ha più la possibilità di applicare un piano SEO e poi godere dei risultati ottenuti, perché domani arriva sempre un nuovo competitor, perché Google aggiorna di frequente i suoi algoritmi che incidono sul nostro posizionamento, perché il codice può risultare spesso obsoleto e così via.

Dalla tua esperienza con quali strumenti per l’ecommerce seo lavori?

Gli strumenti principali per il monitoraggio sono:

  • Google in primis (anche il classico “site:” è sempre utile),
  • Google Analytics,
  • Google Search Console, un simulatore di crawler come può essere
  • Screaming Frog
  • Visual SEO ecc. e possibilmente un software di monitoraggio posizionamenti e competitor quale SemRush.

Dopo aver assediato le prime posizioni come e ogni quanti mesi riverificare la posizione?

Semplicemente sempre! Tutto deve essere sott’occhio, giorno dopo giorno. Ovvio che non ci sarà bisogno di verificare manualmente ogni mattina, ma possiamo impostare degli alert che ci avviseranno quando qualcosa di importante cambia (posizioni importanti, traffico ecc.).

Come agire se la nostra kw è scesa, in che modo consigli di recuperarla?

Partiamo dal fatto che il posizionamento può variare in modo naturale di giorno in giorno. Infatti piccole oscillazioni in SERP sono del tutto normali: abbiamo sempre e comunque 10 posizioni nella prima pagina di Google, quindi se sale il competitor è molto probabilmente che il mio sito scenda e viceversa.

Se si tratta di un brusco cambio di posizionamento seguito quindi da un drastico calo del traffico (e fatturato, cosa principale), allora deve scattare il campanello “di attenzione”.

La cosa principale è analizzare i motivi che possono aver causato la variazione:
• modifiche al sito,
• cambi di algoritmo,
• eliminazione di link esterni e così via.

Fatte le verifiche del caso, si pianificheranno gli interventi per il ripristino attraverso le ottimizzazioni e seguendo una strategia per il recupero. Tra queste attività ci potranno essere link interni, backlink, sistemazione problemi su codice, schema.org, robot.txt, meta robots ecc. ecc. ecc. Bisogna valutare di caso in caso.

È meglio puntare sull’ottimizzazione del blog aziendale o sui testi nelle pagine prodotto?

Entrambi sono importanti ma hanno finalità differenti. Le schede prodotto puntano a ricevere un traffico più “transazionale”, quindi traffico interessato all’acquisto. Il blog dovrebbe invece accogliere un traffico più “informativo”. Quest’ultimo non è detto che un domani, o successivamente alla visita, si trasformi in traffico utile ad incrementare il fatturato.

L’e-commerce deve puntare sul blog e sulle schede prodotto, investendo nell’ottimizzazione SEO.

Se i testi dell’ecommerce hanno kw non performanti, meglio riscriverli ex novo oppure inserirne di nuove?

Anche qui purtroppo dipende, perché se quell’articolo riceve già tanto traffico e gode un buon posizionamento per determinate keyword, allora non lo toccherei. Stesso discorso per le schede prodotto.
Al tempo stesso però dico che

  • incrementare il numero di prodotti
  • e quindi schede prodotto ottimizzate
  • e con testi unici
  • ed incrementare il numero di articoli in modo strategico,
  • puntando su determinati argomenti scelti dal SEO, può solo far bene all’incremento del traffico, alla varietà di scelta da parte dell’utente e quindi al suo “trovarsi bene” sul nostro sito.

Conlusioni

Ottimi i consigli di Sagus e visto che il valore medio di traffico generato da SEO è circa il 40% è il primo strumento per la generazione di traffico qualificato verso la tua attività.

Ho avuto il piacere e l’onore di poter incontrare Sagus in diversi meeting e assistere alle sue lezioni. È un grande professionista molto concentrato nel suo lavoro e nella crescita personale, non si considera arrivato, come molti altri, ma si mette in discussione per imparare. Tanto che ho voluto condividere la sua professionalità con ECN Italian community, condividi anche tu!