Quali tendenze credi che stiano definendo l’ecommerce nel 2018 e quali saranno i punti forti del prossimo anno?

M: Grazie (anche) alla crescita del venture capital Italiano le nostre imprese stanno cambiando il mercato. Il biennio 2017/18 è stato molto importante ed ha visto la crescita di molte startup che hanno innovato intere industry.

Velasca – ha creato un brand omnichannel nel settore delle calzature made in Italy collegando perfettamente sito e botteghe.

Satispay ed Oval Money hanno cambiato il modo di gestire il proprio denaro e perché no – per la prima – favorire pagamenti online.

Lanieri – ha regalato un nuovo approccio (fresco ed innovativo) all’acquisto di abiti fatti su misura: online.

Non sono le tendenze che stanno definendo l’e-commerce, ma sono le startup emergenti che ne stanno delineando dei nuovi standard.

Come vedi la situazione ecommerce in Italia rispetto agli altri Paesi?

M: Amo il belpaese, motivo per il quale mi porta ad essere molto critico con noi Italiani. Mi spiego meglio: sento moltissime persone dire “L’e-commerce è il futuro”. Niente di più sbagliato.

L’e-commerce non è il futuro, è il presente che sta passando. Stiamo arrivando a nuovi concetti di commercio – come quello dell’omnicanalità – che superano totalmente l’idea di e-commerce come vista fino ad ora.

I player come Amazon, eBay, Alibaba, Bonobos, Etsy, Yoox (e molti altri ancora) hanno abituato i consumatori a standard elevatissimi che – ad oggi – spedire un prodotto comprato online e consegnarlo, non è più abbastanza.

Non siamo minimamente ancora ai livelli dei vicini UK o Germania, ma il belpaese si sta sicuramente evolvendo.

Quali sono i problemi al momento di vendere all’estero?

M: Aprire un nuovo mercato non è assolutamente un gioco da ragazzi ed è sicuramente un qualcosa di spesso sottovalutato.

Ci scontriamo con altri competitor ed altre “culture d’acquisto”.

Chiacchierando con alcuni head of e-commerce Italiani – ad esempio – ho visto applicare politiche commerciali davvero poco propense ai resi.

Zalando invece, dei resi ne ha fatto proprio un business.

Prima di iniziare a vendere in un nuovo mercato è importante studiare ogni minimo dettaglio a partire dai competitors a finire alla cultura ed abitudini del consumatore.

Quali sono i canali di comunicazione(social,email marketing..) che ti stanno dando più risultato nella promozione della tua azienda?

M: In HiNelson crediamo e lavoriamo molto per strutturare una importante brand identity. Qualsiasi canale utilizziamo per la nostra comunicazione cerchiamo di farlo con un filo logico tale da accompagnare gli utenti all’interno della nostra community.

In altre parole comunichiamo i nostri valori e partiamo dai perché.

Non è facile stilare quindi una classifica di quali sono i canali più remunerativi (ma volendo possibile) in quanto la comunicazione è cross-canale e totalmente integrata.

State lavorando a qualche progetto in particolare che vuoi anticiparci?

M: Vendere online significa non avere confini, l’Italia è un paese di 60 Milioni di abitanti, perchè quindi limitarsi a vendere al solo 8.17% della popolazione Europea?

Espansione estera e presenza offline saranno i punti che ci divertiranno a partire dal 2019.

La cosa interessante? Abbiamo preso queste decisioni solamente seguendo i feedback dei clienti.