A prescindere dai tuoi progetti in materia di e-commerce, vorrai comunque seguire questi trend che porterà questo nuovo anno. Investitori, responsabili di gestire molteplici siti web o futuri imprenditori legati a Internet dovrebbero essere coinvolti con le tendenze del e-commerce nel 2019. Devono analizzare e applicare queste nuove strategie ai propri siti web. Qui ci sono le 7 tendenze più importanti da seguire nel 2019.

Trend #1: Chatbots e Messenger Marketing

I Chatbot hanno acquisito molta importanza per l’e-commerce negli ultimi anni. Anche se c’è ancora tanta strada da fare, offrono già molto ai negozi online che li integrano nella loro strategia.

Con un costo basso e un’implementazione relativamente semplice, questi strumenti sono utilissimi per migliorare la conversione del tuo e-commerce.

E non si può parlare di chatbot senza parlare di una tendenza fortemente legata: Messenger Marketing. Anche se l’email è ancora il canale di contatto preferito per l’e-commerce, è ormai dimostrato che il Messenger Marketing moltiplica la conversione. I negozi online stanno approfittando di piattaforme come Facebook Messenger, WhatsApp o di Telegram per raggiungere i loro clienti. E a quanto pare funziona.

Alcuni dati sui chatbot nell’e-commerce

  • L’interesse per i chatbot è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Ma se non ci credi, lascia che lo dicano le cifre di Google Trends negli ultimi cinque anni.
  • Facebook Messenger è il canale per eccellenza per i chatbot: Oggi, ci sono più di 100.000 bot che assistono clienti attraverso questa piattaforma.
  • Un sondaggio ha concluso che il motivo principale per cui i clienti apprezzano i chatbot è dovuto alla “velocità” che offrono per risolvere i loro problemi.
  • I chatbot tendono ad essere 3 volte più attivi rispetto all’ email marketing.

In che modo i chatbot stanno cambiando l’e-commerce?

  • Le persone possono servire un numero limitato di clienti al giorno. I chatbot non hanno questo limite, quindi nessun cliente resterà “in linea”, in attesa che qualcuno risolva i suoi dubbi.
  • Ti permettono di dare il servizio in qualsiasi momento, e non solo durante l’orario d’ufficio. Il servizio clienti è disponibile 24/7.
  • I Chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale sono utilissimi per personalizzare al massimo la relazione con il cliente. Possono offrire il prodotto perfetto per ogni utente, così come aiutare a gestire l’opzione di spedizione preferita o aiutarli a monitorare il loro ordine.

Aziende da tenere presente

  • ManyChat: Questo strumento permette di creare bot tramite Facebook Messenger, in modo molto semplice. Ha una versione gratuita abbastanza completa, e una versione Premium se si vuole andare oltre.
  • Chatchamp: Un’ottima opzione chatbot per l’e-commerce. Ti permette di fare remarketing tramite Facebook Messenger, confermare ordini, notificare lo stato di una spedizione e tante altre cose.

Trend #2: IA / Machine learning

Anche se AI e Machine Learning operano nello stesso ecosistema digitale, sono due concetti diversi: mentre il primo consiste in una serie di algoritmi che non hanno bisogno di capire perché si correggono e migliorano da soli, in quanto programmati per farlo, mentre il Machine Learning, postulato da Arthur Samuel nel 1959, è capace di costruire i propri algoritmi, adattandoli in base a dati esterni e utilizzando analisi di dati statistici per prevedere nuovi dati.

Ci sono molte applicazioni di queste tecnologie per il settore del retail. Dalle ricerche intelligenti e previsioni di acquisto, all’individuazione di frodi online (false valutazioni, per esempio) o l’uso dell’apprendimento automatico per la regolazione dinamica dei prezzi.

Alcuni dati sull’IA e il Machine Learning

  • Sia l’IA che il Machine Learning hanno conosciuto un boom negli ultimi 5 anni, come dimostrano i dati di Google Trends raccolti dal traffico di ricerca su Internet:

 

  • La società di consulenza Gartner prevede che, entro il 2020, oltre l’80% di tutte le interazioni e-commerce con i clienti saranno gestite da sistemi di IA.
  • Secondo un rapporto di Ubisend, 2 consumatori online su 10 non avrebbero alcuna obiezione ad acquistare prodotti tramite un bot conversazionale (IA), mentre il 40% di loro utilizza già questi sistemi per cercare offerte.
  • Il Big Data moltiplicherà il rendimento dell’IA nel settore del retail. Secondo un rapporto IBM, i dati più preziosi per l’IA (pari all’80%) rimangono ancora nascosti: oggi meno dell’1% viene analizzato.
  • Secondo uno studio di Business Insider, fino al 20% delle interazioni con i clienti avverrà in futuro senza la presenza di esseri umani.

In che modo l’IA e il Machine Learning stanno cambiando l’e-commerce?

  • La rilevazione di recensioni false, raccomandazioni di prodotti e altri processi sono già stati ottimizzati e perfezionati con l’aiuto di sistemi di IA su Rakuten, Amazon o eBay.
  • Utilizzando Machine Leaning, l’e-commerce può offrire ricerche più intelligenti, utilizzando la cronologia di navigazione, le preferenze e altri elementi che aiutano i clienti a trovare il prodotto ideale e a predire gli acquisti e le esigenze future.
  • L’ottimizzazione dinamica dei prezzi è una delle sfide del Machine Leaning, in quanto questa tecnologia di apprendimento automatico consente di regolare i prezzi in base alla domanda, l’ora del giorno e il tipo di cliente, sulla base di centinaia di parametri.

Aziende da tenere presente

  • Almotive: Questa società aiuta l’e-commerce ad utilizzare l’intelligenza artificiale per comunicare meglio, capire e soddisfare al meglio il cliente.
  • DeepMind: Acquisita da Google nel 2010, questa azienda di Machine Learning lavora alla creazione di una rete neurale artificiale, capace di imparare giochi complessi e di imitare la memoria a breve termine di un essere umano.

Trend #3 – Nuove modalità di pagamento

Una delle maggiori cause di frizione tra il consumatore e l’e-commerce? I metodi di pagamento disponibili. Milioni di carrelli vengono abbandonati ogni anno, il che ha spinto diverse aziende a lanciare nuove e innovative modalità di pagamento nel settore retail, come Ingenico, che offre transazioni sicure tramite le sue App e dispositivi per la gestione dei pagamenti.

Questa tendenza non è passata inosservata al colosso dell’e-commerce Jeff Bezos, che nel 2007 introduce Amazon Pay per ottimizzare lo shopping online. D’altra parte, Trustly è approdato in italia da poco con l’obiettivo di garantire trasferimenti più sicuri per i consumatori e più vantaggiosi per le aziende.

Alcuni dati sui nuovi metodi di pagamento

  • Il tasso di abbandono del carrello è del 68% nel settore del retail, secondo uno studio di Baymard, il che mette in evidenza gli attriti derivanti dalla limitazione delle modalità di pagamento.
  • I metodi di pagamento elettronico (PayPal, Amazon Pay, ecc.) dovrebbero migliorare il livello di accettazione da parte dei consumatori, dato che solo il 39% degli acquirenti li utilizza, mentre il resto corrisponde ad emissioni di carte di credito e di debito, secondo Statista.
  • Secondo PCWorld, il 37% dei proprietari di PMI stanno considerando l’introduzione di nuove opzioni di pagamento mobile nel 2019. Ciò prova il crescente interesse delle aziende per nuovi metodi di pagamento.

In che modo i nuovi metodi di pagamento stanno cambiando l’e-commerce ?

Gli attriti nel checkout sono stati ridotti con l’introduzione dei metodi di pagamento elettronici, grazie alla loro maggiore comodità e velocità.

Il tasso di conversione è quindi ottimizzato dal minor numero di carrelli abbandonati e dalla maggiore agilità dei checkout.

La sicurezza nelle transazioni online è migliorata con l’arrivo degli ePayments, che eliminano i rischi associati al pagamento in contanti, offrendo maggiori misure di sicurezza rispetto alle carte di credito/debito.

Aziende da tenere presente

  • Trustly: lanciata nel 2008, questa società svedese si è posizionata come il primo metodo di pagamento via Internet che consente transazioni bancarie online.
  • Stripe: Fondata nel 2011, Stripe è un fornitore di software che consente a clienti e venditori di ricevere pagamenti via Internet, in modo sicuro e con sistemi antifrode.

Trend #4: Logistica

L’e-commerce e la logistica hanno un forte legame di dipendenza, motivo per cui la crescita dell’uno non può essere compresa senza l’evoluzione dell’altro. Nella “corsa” per soddisfare il cliente 2.0, le aziende di logistica hanno dovuto reinventarsi, con proposte pazzesche come il dropshipping (vendita online tramite l’intermediazione tra fornitore e cliente finale) e altre di grande interesse, come le spedizioni in 24 ore o la consegna last mile (ottimizzazione delle spedizioni considerando i tempi di consegna e altri possibili attriti con il cliente).

Nei prossimi anni, queste ed altre tendenze apriranno la strada all’e-commerce, che ha conosciuto una crescita inarrestabile anno dopo anno, con volumi di fatturato record e aumento della domanda di logistica.

Alcuni dati sulle nuove tendenze in logistica

  • L’interesse per l’ultimo miglio delle spedizioni (Last Mile) e il dropshipping mostrano un aumento più o meno costante, e una crescita disomogenea (consegne in 24 ore), con il boom della consegna in giornata nelle grandi metropoli, secondo Google Trends:
  • Secondo Shopify, i volumi di vendita globali dell’ e-commerce raggiungeranno i 4,5 miliardi di dollari entro il 2021. Presumibilmente questo aumento determinerà probabilmente le esigenze di logistica in tutti i settori.
  • L’intermediazione tra retailers e fornitori è un caso isolato? Le statistiche mostrano che circa il 23% delle vendite online nel 2017 sono state effettuate tramite dropshipping.
  • Le aziende B2C sono i principali motori delle consegne last mile, un fattore chiave per il successo dell’ ultimo miglio.
  • Le aziende B2C sono i principali motori delle consegne dell’ultimo miglio, un servizio la cui domanda è aumentata del 50% nell’ultimo anno, secondo uno studio di Localz pubblicato su FreightWaves.

In che modo le nuove tendenze in logistica stanno cambiando l’e-commerce ?

  • La sincronizzazione tra fornitori, corrieri e reparti e-commerce è in fase di ottimizzazione con la logistica 2.0, in quanto gli ordini vengono elaborati e notificati ai rispettivi professionisti contemporaneamente, ottimizzando la continuità delle operazioni.
  • L’esperienza d’acquisto e la soddisfazione del consumatore è migliorata con l’integrazione dell’e-commerce e della logistica, in quanto consente di offrire ai clienti un maggior numero di opzioni di spedizione e di imballaggio.

Aziende da tenere presente

  • Prime Now (Amazon): Questo servizio, lanciato dalla multinazionale di Jeff Bezos nel 2014, permette consegne “ultraveloci”, in 2 ore.
  • Citibox: Questa nuova applicazione facilita la ricezione degli ordini a casa senza la necessità di essere a casa, grazie ai suoi depositi o caselle postali intelligenti.
  • Stuart: Questa società e la sua flotta “verde” offre spedizioni urgenti dal lunedì alla domenica, riducendo l’impatto della consegna sul traffico e sull’ambiente.
  • Postmates: Questo fornitore di servizi di consegna a domicilio permette a qualsiasi e-commerce di effettuare spedizioni globali, utilizzando servizi logistici locali, con una flotta di consegna di 20 mila operatori.

Trend #5: Mercati

  • Da quando eBay, Zappos e Amazon hanno stappato la storia dei marketplaces nel mondo digitale, queste piattaforme sono diventate una parte essenziale del e-commerce, fornendo un punto d’incontro accessibile, sicuro ed efficace tra fornitori e consumatori.
  • Nell’ultimo decennio, i marketplaces sono cresciuti a ritmi vertiginosi, grazie ai numerosi vantaggi associati: maggiore trasparenza, prezzi più competitivi o l’eliminazione delle barriere linguistiche e geografiche. Tuttavia, queste piattaforme devono ancora affrontare sfide, come l’aumento dei crimini informatici, review fraudolente e altre minacce.

Alcuni dati sui mercati

  • L’interesse per i marketplaces su Internet ha registrato un boom nel 2011, con una crescita sostenuta da allora, con un’interessante risalita delle ricerche correlate nel 2017, secondo dati forniti da Google Trends:
  • La fiducia nei marketplaces digitali è notevolmente migliorata. Il 65% dei consumatori afferma di sentirsi a proprio agio ad acquistare prodotti da negozi online di cui non aveva mai sentito parlare prima, secondo Digital Commerce 360.
  • La paura dei retailer nei confronti di Amazon o Alibaba è giustificata: entro il 2020 questi e altri mercati globali deterranno il 40% del mercato retail, secondo il rapporto ‘Rise of the Global Marketplaces’ pubblicato su eCommerceNews.

In che modo i marketplaces stanno cambiando l’e-commerce?

  • L’immediatezza di queste piattaforme digitali ha avuto un impatto positivo sulla regolazione dei prezzi dell’ e-commerce, rendendo possibile l’aggiornamento immediato dei dati.
  • Nonostante i suoi primi passi siano stati difficili, oggi i clienti di Amazon, AliExpress e di altri marketplaces mostrano un alto livello di fiducia in queste piattaforme, alle quali si abbonano (Amazon Prime ha raggiunto 100 milioni di abbonati nel 2018).
  • Rispetto ai canali di vendita tradizionali, i costi di marketing e di amministrazione dei marketplaces sono più bassi, facilitando la presenza di nuovi mercati a causa della minore incidenza della lingua, del tempo o della geografia.

Aziende da tenere presente

  • Izberg: Questa nuova start-up offre soluzioni di back-end adatte alle esigenze dell’e-commerce, sia per ambienti B2B che B2C.
  • Rakuten: Il rivale giapponese di Amazon ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, essendo il principale marketplace giapponese e una delle referenze del settore a livello internazionale.
  • Mirakl: Questa società francese offre diverse soluzioni ai marketplace, come ad esempio l’aumento delle conversioni, lo studio dei clienti e migliorare l’efficacia dello stock.
  • Alibaba: La multinazionale cinese di Jack Ma guida l’espansione dell’e-commerce orientale, con 12 miliardi di fatturato a trimestre (2° trimestre 2018).
  • Etsy: Questo marketplace lanciato nel 2005 si è specializzato nella nicchia dell’artigianato e dei prodotti artigianali in generale.

Trend #6: Customer-centric e personalizzazione

Quante aziende affermano che il cliente è al primo, secondo e terzo posto? L’ascesa dell’customer-centric, tuttavia, ha reso tale concetto una realtà. Solo le migliori aziende di e-commerce hanno capito l’importanza di offrire un servizio di altissima qualità con la massima personalizzazione possibile per il cliente e i suoi interessi.

Ma un’azienda orientata al cliente non si limita a ” tenere i clienti contenti”. Il customer-centric non solo cerca di fornire un servizio perfetto durante il primo acquisto, ma cerca attivamente anche un’esperienza positiva prima, durante e dopo l’acquisto, favorendo così il ripetersi degli acquisti e la conseguente fidelizzazione del cliente. Per raggiungere questo obiettivo, questa metodologia si basa sul feedback dei propri clienti, che sono in grado di dare un feedback e rafforzare i risultati del customer-centric.

Alcuni fatti relativi al customer-centric

  • L’interesse per il customer-centric ha registrato una crescita moderata negli ultimi anni, secondo i dati forniti da Google Trends in base al traffico di ricerca:
  • Il livello di personalizzazione della customer experience e i buoni risultati trimestrali sono strettamente correlati, secondo la società di consulenza Deloitte: analizzando 250 milioni di consumatori, si è stabilito che il customer-centric offre un aumento del 25% sulle vendite, oltre ad un miglioramento del 300% nella vita utile del cliente.
  • Secondo Econsultancy, un gruppo di aziende intervistate hanno dichiarato che l’esperienza di acquisto dei loro clienti rappresenta l’opportunità più interessante per il 2019 a causa della sua incidenza sui tassi di conversione e sulla fedeltà dei clienti.
  • Sono la competitività dei prezzi e la qualità del prodotto i principali fattori di differenziazione dei brand? Uno studio di Walker ha rilevato che le strategie centrate sul cliente e altre strategie di user experience superano il prezzo e il prodotto in questo senso.

In che modo il customer-centric sta cambiando l’e-commerce?

  • Il customer-centric permette, in primo luogo, di aumentare la soddisfazione del cliente, scoprendo quali aspetti di un determinato prodotto/servizio sono più entusiasmanti, con lo scopo di massimizzarli.
  • Il cliente è colui che prende la parola nel customer-centric, in un certo senso, il che comporta il vantaggio di individuare e sfruttare nuove opportunità di crescita, come l’ottimizzazione del prodotto/servizio per certi aspetti o per l’espansione in nicchie insospettate.
  • Non sempre è possibile competere in termini di qualità o di eccellenza (si pensi ad un nuovo fornitore che cerca di superare Coca-Cola o Pepsi). Il customer-centric, invece, apre la porta ad un valore aggiunto: essere il migliore nell’offrire un’esperienza unica al cliente.

Aziende da tenere presente

  • 5one: L’applicazione ShopperCentre, di proprietà della londinese 5one, è stata sviluppata per fornire soluzioni business di customer-centric tramite il marketing, il merchandising e altre aree.
  • Qualtrics: Fondata nel 2002, l’azienda di Seattle offre servizi centrati sulla customer experience, progettati per migliorare l’esperienza del cliente durante tutto il suo ciclo di vita.

Trend #7: Social Commerce

Il boom del mobile traffic ha trovato un alleato perfetto per la crescita dell’e-commerce: Il Social Commerce. Questa tendenza è il punto d’incontro tra social network ed e-commerce, un connubio con molteplici benefici per brand e consumatori, inizialmente proposto da Yahoo! nel 2005.

L’esperienza di shopping, sommata alle conversazioni, raccomandazioni e commenti dei social, permette di accelerare le conversioni e aumentare l’efficacia degli annunci su Facebook, Instagram e altre piattaforme.

Alcuni dati sul Social Commerce

  • A causa del poco tempo trascorso, il Social Commerce mostra ancora una timida crescita dei dati su Google Trends, basata sul traffico di ricerca raccolto da Google.com:
  • Gli utenti dei social hanno superato i 3.196 miliardi nel 2018 (più della metà della popolazione mondiale), secondo un articolo di We Are Social.
  • Secondo Wordstream, Facebook è stato un fattore determinante nel 52% degli acquisti online e offline effettuati nel 2015.
  • Secondo uno studio di Alist Daily, quasi 9 utenti su 10 (86%) utilizzano attivamente i social prima di effettuare un acquisto su Internet.
  • Indirettamente, 7 consumatori su 10 che hanno avuto un’esperienza positiva con un brand sui social network sarebbero disposti a consigliarlo a terzi, dimostrando la potenza di questi canali nel servizio al cliente.

In che modo il Social Commerce sta cambiando l’e-commerce?

  • Ottimizzare le conversioni online. Facebook si vanta di essere la piattaforma di Social Commerce più popolare al momento, essendo un pioniere nell’introduzione del pulsante “Compra”, oltre ad offrire alle aziende e ai brand la possibilità di aprire un negozio sulla sua piattaforma.
  • Aumenta la fiducia dei consumatori e la fedeltà al brand grazie alla presenza di review. Ancora una volta, Facebook è un paradigma in questo senso, in quanto le sue recensioni e commenti hanno un impatto diretto sulla decisione di acquisto. Le statistiche, inoltre, sono categoriche. 4 persone su 10 seguono i loro brand preferiti sui social network.
  • Il social commerce ha stimolato lo shopping mobile. Il 93% degli utenti utilizza i canali sociali tramite il proprio smartphone, il che, sommato all’apertura di Facebook, Instagram e altri network allo shopping online, si traduce in un aumento diretto delle conversioni via cellulare.

Aziende da tenere presente

  • Wallapop: Per più di 40 milioni di utenti, questo social network per comprare e vendere non ha bisogno di una lettera di presentazione. La sua interfaccia ricorda piattaforme come Pinterest, ma Wallapop si concentra sullo shopping.
  • Amazon Spark: Questo curioso social network alimentato da Amazon permette agli utenti di condividere le immagini dei loro acquisti, lavorando in modo simile a Pinterest e Instagram.

Trend #8: e-commerce B2B

L’e-commerce non solo ha rivoluzionato il mercato B2C, ma anche il business-to-business ne ha potuto beneficiare. Questa modalità di commercio elettronico, basata sulla commercializzazione di servizi e prodotti tra aziende in ambiente digitale, ha adottato queste nuove tecnologie per ottimizzare i processi di acquisto, ridurre i costi operativi e di vendita o migliorare l’integrazione tra CRM e sistemi ERP.

Alcuni dati sull’e-commerce B2B

  • L’interesse globale per l’e-commerce B2B è cresciuto significativamente negli ultimi 5 anni, secondo i dati raccolti da Google Trends provenienti dal traffico di ricerca:
  • Il 74% dei clienti B2B afferma di aver effettuato una ricerca su metà dei loro ordini online prima di effettuarli, dimostrando che l’ambiente digitale è stata una boccata d’aria fresca per i vultures-to-buisiness, secondo Forrester.
  • Sebbene i cataloghi fisici continuino ad essere accettati dai clienti B2B, la tendenza è verso il digitale, come suggerito da uno studio di Avionos pubblicato su BizReport. Il rapporto afferma che l’89% dei clienti in ambienti buisiness-to-buisiness sta effettuando più acquisti online rispetto al 2017.
  • Le transazioni commerciali B2B raggiungeranno 1,2 trilioni di dollari nel 2021, secondo un report di Forrester Research, mentre Frost & Sullivan prevede una crescita maggiore di 6,6 trilioni di dollari entro il 2020.

Com’è cambiato il B2B tradizionale grazie al e-commerce?

  • La crescente accettazione dell’e-commerce da parte delle aziende B2B si spiega, in parte, con la riduzione dei costi operativi che offre. Aumentare le entrate e ridurre al minimo le spese in modo proporzionale e sostenibile è più facile nel e-commerce.
  • Il B2B ha visto aumentare le opportunità di vendita nell’e-commerce. Le aziende possono contribuire a rafforzare la loro presenza in qualsiasi settore utilizzando i canali digitali e comunicando così con maggiore immediatezza e vicinanza ai propri clienti.
  • Aumentare le vendite e i margini di profitto è l’obiettivo finale per qualsiasi amministrazione aziendale, e l’e-commerce offre questo vantaggio sia alle aziende B2B che a quelle B2B. Per le prime, l’utilizzo di piattaforme e canali digitali consente di accedere ad un pubblico in crescita in tutti i mercati, con una maggiore propensione all’acquisto da parte dei potenziali clienti.

Aziende da tenere presente

  • Pepperi: Questo software permette alle aziende di effettuare ordini direttamente dalla loro piattaforma, creare cataloghi e gestire le vendite in modo efficiente.
  • InsiteCommerce: Questa suite di strumenti per l’e-commerce B2B aiuta a unificare la gestione dei processi relativi alle vendite dirette, ai responsabili del servizio clienti e ai clienti stessi.
  • Unilever Food Solutions: La piattaforma B2B di Unilever, società inglese fondata nel 1930, fornisce servizi di catering per chef e professionisti di nicchia.

Trend #9: Realtà Aumentata

La realtà aumentata (AR) è una nuova tecnologia che permette di integrare informazioni e contenuti multimediali nel mondo reale attraverso smartphone, tablet e altri dispositivi.

Amazon, Ikea, eBay, Alibaba e una lunga lista di aziende stanno flirtando con la realtà aumentata, per i suoi innumerevoli vantaggi nell’esperienza di shopping online. Questa tecnologia si adatta come un guanto alle esigenze dell’e-commerce, offrendo un contatto più attraente, efficace e piacevole con i prodotti.

Alcuni dati sulla realtà aumentata

  • L’interesse per la realtà aumentata è rimasto costante negli ultimi 5 anni, secondo i dati forniti da Google Trends – il rimbalzo del luglio 2016 riflette l’impatto di Pokémon Go.
  • Il 40% dei consumatori sarebbe disposto a spendere di più per un prodotto se offrisse un’esperienza di realtà aumentata, secondo Retail Perceptions, dimostrando il vantaggio competitivo associato all’introduzione di questa tecnologia nell’e-commerce.
  • Secondo Harvard Business Review, gli investimenti nella realtà aumentata raggiungeranno i 60 trilioni di dollari entro il 2020.
  • Il 63% dei clienti ritiene che la realtà aumentata migliorerebbe la loro esperienza di acquisto, mentre il 22% afferma che raccomanderebbe un business meno tradizionale (offline) se questa tecnologia fosse implementata in più mercati, secondo ThinkMobiles.

In che modo la realtà aumentata sta cambiando l’e-commerce?

  • Visualizzare i prodotti prima di acquistarli è di grande aiuto in alcuni casi (vestiti, mobili, trucco, ecc.). La realtà aumentata è in grado di mostrare, in situ, come il prodotto si occuperebbe della sua applicazione.
  • Anche l’e-commerce e i suoi team di marketing possono beneficiare della realtà aumentata. Quest’estate, Michael Kors ha collaborato con Facebook per lanciare i suoi primi annunci AR, mostrando ai consumatori come sarebbero stati con i loro occhiali in tempo reale.
  • La realtà aumentata può ridurre alcuni degli ostacoli insormontabili allo shopping online. Anche se visitare il negozio di calzature fisiche, ad esempio, è ancora il modo migliore per acquistare un paio di mocassini, la realtà aumentata è già in grado di mostrare ai piedi del consumatore come si presenterebbero.

Aziende da tenere presente

  • IKEA Place app: Questa applicazione guidata dalla multinazionale svedese si avvale della tecnologia ARKit per permettere ai suoi clienti di vedere i mobili in scala reale nella loro casa, grazie alla realtà aumentata.
  • Dulux Visualiser: Questa applicazione sviluppata dal marchio Dulux permette di visualizzare come apparirebbe una parete o altra superficie con le tonalità disponibili in magazzino.
  • Sephora Virtual Artist: L’azienda di cosmetici Sephora è il motore dietro questa App per far vedere ai suoi clienti come stanno con i rossetti, ombretti e altri prodotti del suo catalogo.

Trend #10: Assistenti vocali

Innovazioni nel riconoscimento vocale e motori di ricerca si sono combinati in assistenti vocali, una tecnologia all’avanguardia con molteplici applicazioni nell’ecommerce, la cui crescente popolarità sta sorprendendo propri e strani.

La tastiera morirà nel 2022? L’emergere di assistenti vocali nell’e-commerce e la loro accettazione tra i giganti del settore (Google Assistant in Walmart, Alexa in Amazon, ecc.) ha portato gli esperti di Lenovo e di altre marche a fare questa affermazione (The Sun, 2018). Sembra chiaro che le ricerche vocali sconfiggeranno comodamente le ricerche convenzionali.

Alcuni dati sugli assistenti vocali

  • Negli ultimi 5 anni, l’interesse per gli assistenti vocali ha conosciuto una crescita sostenibile, con una notevole ripresa nell’ultimo anno, secondo i dati forniti da Google Trends.
  • Secondo uno studio di BrightLocal, il 58% dei clienti ha utilizzato i sistemi di ricerca vocale per trovare informazioni su aziende locali nel 2018, e fino al 46% dei clienti lo fa quotidianamente.
  • Ma gli assistenti vocali non sono territorio esclusivo dei dispositivi mobili: secondo uno studio di Edison Research pubblicato su Voicebot, fino al 22% dei proprietari di smart speaker ha effettuato acquisti online utilizzando questa modalità di ricerca.
  • Feeding the Beast è uno studio statistico di ricerca di ComScore che prevede che il 50% di tutte le ricerche verranno effettuate utilizzando la ricerca vocale nel 2020.
  • Fino al 20% degli utenti adulti effettuerà ricerche vocali una volta al mese. I dati forniti dal Global Web Index dimostrano la rapida accettazione di questa forma di ricerca su Internet.

In che modo gli assistenti vocali stanno cambiando l’ecommerce?

  • I principali protagonisti dell’e-commerce stanno migliorando l’esperienza di acquisto con l’aiuto di assistenti vocali, come Alexa o Google Assistant, in quanto semplificano e agevolano i processi di ricerca e selezione dei prodotti in magazzino.
  • Le tastiere scompariranno gradualmente nei prossimi anni a seguito del boom degli assistenti vocali, il cui impatto sarà evidente anche negli algoritmi dei motori di ricerca (Google, Bing, ecc.), che dovranno essere reinventati per soddisfare gli utenti.

Aziende da tenere presente

  • Voisi: Questo start-up migliora l’efficienza, la velocità e la naturalità delle ricerche e delle transazioni vocali in ambienti di retail.
  • Alexa: Questo assistente vocale, sviluppato da Amazon nel 2014, è integrato con dispositivi come Echo per offrire una migliore esperienza di shopping vocale.
  • DIVA AppTek: Questa applicazione sviluppata da AppTek è una intelligente assistente vocale che si adatta alle esigenze dello shopping online. È programmata per ricordare e imparare dalle preferenze dell’utente.

Il mercato dell’e-commerce sta andando benissimo! Le transazioni online sono ora democratizzate, il che permette di realizzare sempre più acquisti online. Anno dopo anno fioriscono nuove tendenze e la tecnologia digitale permette di concepire cose più folli. Alcune rimarranno nella mente di tutti, mentre altre non dureranno a lungo. Secondo te, quale di queste tendenze per l’e-commerce resterà nei pensieri di tutti?

E tu, quale pensi sarà la prossima tendenza nell’e-commerce? Scrivici qui sotto o twittaci!