Google Ads, Criteo, Perfect Audience, Reach Local e altre piattaforme stanno capitalizzando la crescente domanda di remarketing mobile, un servizio sempre più utilizzato nel commercio elettronico. I motivi? Il traffico mobile ha superato il traffico desktop, e le campagne di retargeting offrono prestazioni impressionanti (infatti, solo 1 utente su 10 (11%) ha una visione negativa di questo tipo di annuncio, secondo AdRoll).

Data l’importanza del traffico da tablet e smartphone, il remarketing mobile è un alleato chiave nelle campagne di remarketing di qualsiasi e-commerce. A causa dell’elevata concorrenza di tutti i settori, l’acquisizione di clienti è solo una parte del processo: conservarli è altrettanto importante.

Come funziona il remarketing mobile

Il funzionamento del remarketing mobile non è molto diverso dal retargeting utilizzato nel traffico desktop. Anche se il monitoraggio dei cookie viene fatto in modo diverso e i mercati target possono cambiare (in Instagram troveremo solo utenti mobile, ad esempio), il processo è lo stesso:

Fase 1: acquisto o visita di prodotti/servizi

In questa prima fase il cookie viene inviato al dispositivo dell’utente durante la visita ad un e-commerce. Sia che si faccia un acquisto o si lasci un carrello abbandonato, verrà seguito in seguito durante la navigazione nel mondo digitale.

Fase 2: “Davvero non vorresti comprarlo?”.

In questa seconda fase, il tracking permette all’utente di visualizzare gli annunci relativi all’e-commerce che ha visitato: upsells e offerte se ha fatto un acquisto o gli articoli lasciati nel carrello, altrimenti. Il remarketing mobile chiederebbe all’utente: “davvero non vorresti comprarlo? Non sei interessato a questi prodotti?

Fase 3: Acquisto o rifiuto

A questo punto, l’utente ha una seconda opportunità di tornare all’e-commerce per ampliare gli acquisti, o almeno effettuare una prima conversione. Tuttavia, può succedere (e succede) che l’utente rifiuti questa offerta. Cosa deve fare la azienda inserzionista? Se dopo un certo numero di impressioni, l’utente continua senza cliccare, la cosa migliore da fare è desistere.

Facebook e Google, i principali canali di remarketing mobile

I motori di ricerca e i social network sono i migliori scenari per il remarketing mobile. La maggior parte degli utenti utilizza dispositivi mobili per navigare. Nel caso di Google e Facebook, le loro comunità raggiungono cifre astronomiche (2.320 milioni di utenti nel caso del social network di Zuckerberg).

Questi sono quindi i principali canali di remarketing per il mobile. Tuttavia, il retargeting funziona in modo diverso su Facebook che su Google. Ad esempio, nel motore di ricerca di proprietà di Alphabet, l’ID di ciascun utente (catturato attraverso i tracking cookie) viene utilizzato per mostrare gli annunci correlati durante la navigazione; in Facebook, invece, il tracking avviene con l’integrazione dell’SDK e della App Events API.

D’altra parte, gli e-commerce con buyer persona molto specifici possono fare poco attraente l’uso di reti come Facebook, a favore di LinkedIn e di altri mercati più mirati al B2B, ad esempio. Questi sono aspetti da considerare nella scelta del miglior mercato per le nostre campagne di remarketing mobile.

E cosa succede con il remarketing per le app?

Il mercato delle app ha generato più di 70 miliardi di dollari nel 2018, un dato impressionante che dimostra il crescente utilizzo delle applicazioni mobile. È possibile utilizzare il retargeting per recuperare gli utenti che hanno disinstallato un’app o smesso di usarla?

La risposta è sì, e infatti questa è una delle tendenze di mobile marketing più interessanti. Sempre più sviluppatori stanno investendo nel remarketing per le app. Ad esempio, quando un utente disinstalla un’applicazione o smette di usarla per un po’ di tempo, è possibile tracciarlo per mostrare gli annunci di retargeting, in modo da riportarlo all’applicazione iniziale.

Ad esempio, un utente inizia a cercare scarpe con tacco scontati in un’applicazione di nicchia, ad esempio, Zalando App. Poi si ferma a guardare i video di YouTube o a cercare negozi di scarpe nella zona. Poi, una campagna di remarketing per app mostrerebbe annunci con offerte di calzature da donna, appartenenti all’App di Zalando. In questo modo, all’utente verrebbe ricordato che ha una ricerca in sospeso nella sua applicazione, potendo tornare ad essa con un solo click.

3 consigli per progettare ottime campagne di remarketing mobile

Progetta annunci specifici per mobile

Uno degli errori più diffusi nel remarketing mobile è l’uso degli stessi annunci per tutti i dispositivi. Tuttavia, è importante adattare il suo design alle dimensioni e alle caratteristiche di smartphone e tablet. In caso contrario, il loro display sarebbe scadente, con conseguenti scarse prestazioni. Come non potrebbe essere altrimenti, i migliori esempi di mobile marketing seguono questa raccomandazione.

Usa i deep links per condurli alla pagina prodotto/categoria.

L’uso di deep links è un’altra chiave per sviluppare campagne di retargeting di successo per mobile. Grazie a questo tipo di link, potrai condurre il tuo pubblico direttamente alla pagina prodotto/categoria. In questo modo, otterrai risultati migliori.

Esegui una segmentazione avanzata

Gli e-commerce che hanno già campagne di remarketing per gli utenti desktop forse hanno una segmentazione precedente. È meglio condurre nuove ricerche per sviluppare una segmentazione specifica per gli utenti di dispositivi mobile. Ovviamente, i dati demografici saranno gli stessi, ma i comportamenti e le abitudini saranno diversi. Gli annunci devono apparire al momento giusto, nel posto giusto e nel giorno giusto per ottenere l’impatto desiderato.

In breve, i vantaggi e gli usi del remarketing mobile sono molteplici e il commercio elettronico non dovrebbe perdere l’opportunità di sfruttare le sue possibilità.