L’abbandono del carrello avviene quando un utente naviga su un sito Internet, aggiunge prodotti al carrello e abbandona la pagina senza completare l’acquisto. È un comportamento naturale del consumatore che influisce sul fatturato dei siti di e-commerce.

Per contrastare un tasso di abbandono del carrello troppo elevato, si può ricorrere agli strumenti di remarketing. SaleCycle ha fatto dell’ottimizzazione del tasso di conversione la propria attività principale e propone, in collaborazione con E-Commerce Nation, l’e-book “Come rimediare all’abbandono del carrello grazie al marketing comportamentale”.

L’abbandono del carrello è un elemento molto importante nell’e-commerce, in quanto influisce direttamente sul negozio di e-commerce e sui KPI. È direttamente correlato al tasso di conversione e di conseguenza alla capacità di trasformare i clienti potenziali in clienti effettivi. L’abbandono del carrello indica infatti il momento in cui il consumatore aggiunge prodotti al carrello e lascia il sito.

Per ovviare a questo comportamento sono possibili diverse soluzioni, tra cui quella di SaleCycle, che permette di organizzare campagne di recupero e fidelizzazione dei visitatori. Per aiutarvi a capire come far fronte all’abbandono del carrello e proporvi le soluzioni migliori, SaleCycle propone l’e-book “Come rimediare all’abbandono del carrello grazie al marketing comportamentale”:

Scarica l’e-book gratuito

Situazione del mercato e-commerce italiano

L’Italia è il quinto mercato e-commerce in Europa. Infatti, su una popolazione di 60 milioni di persone, oltre 19 milioni di italiani effettuano acquisti online. Tra il 2017 e il 2018 l’e-commerce in Italia ha avuto una crescita del 18%, che ha spinto il 50% dei proprietari di e-commerce a proporre i propri prodotti sui marketplace.

 

Cos’è il marketing comportamentale?

Il marketing comportamentale è utilizzato dagli esperti di marketing per analizzare il comportamento degli utenti. Permette di capire meglio il loro comportamento in un’ottica di diminuzione del tasso di abbandono del carrello. Un altro obiettivo primario è il miglioramento dell’esperienza cliente sul sito. 

Vengono quindi presi in considerazione diversi dati, quali i prodotti aggiunti al carrello, le categorie di prodotti consultate durante la navigazione, il tempo passato su una scheda prodotto, sul carrello, e così via. 

Scarica l’e-book gratuito

Nel 2018, il tasso di abbandono del carrello complessivo nel mondo dell’e-commerce era del 76,9%, ma varia da un paese all’altro, per esempio: 

  • Regno Unito: 81,7%
  • Belgio: 82,3%
  • Germania: 83,5%
  • Francia/Svizzera: 84,0%
  • Italia: 85,3% 
  • Spagna/Portogallo: 89,3% 

 

Nel mercato e-commerce italiano l’abbandono del carrello è un fenomeno ben noto, con una frequenza di 8 punti percentuali superiore alla media globale. 

Il tasso di abbandono del carrello varia anche in base al settore di attività. È infatti del 73,5% nel settore della moda, del 75,8% nel settore del retail, del 75,7% nel settore della finanza e del 77,9% in ambito associativo.

 

 

Quali sono le cause dell’abbandono del carrello?

Come menzionato in precedenza, l’abbandono del carrello avviene quando il consumatore aggiunge un prodotto al carrello ma non conferma l’ordine (si distingue quindi dall’abbandono della navigazione). Il marketing comportamentale aiuta a determinare le diverse cause che portano all’abbandono, tra cui:

 

  • La mancanza di informazioni;
  • La mancanza di chiarezza delle informazioni fornite;
  • Le modalità di pagamento proposte;
  • Le modalità di spedizione proposte;
  • Un numero di campi da compilare troppo elevato o la loro eccessiva complessità;
  • La mancanza di fluidità dell’esperienza cliente.

 

L’abbandono del carrello può anche essere dovuto ad altri fattori. Infatti, proprio come nel shopping fisico, molte persone si limitano a guardare le vetrine e aggiungono prodotti al carrello solo per farsi un’idea del prezzo. Inoltre, alcune politiche logistiche (di spedizione e restituzione) dei proprietari di e-commerce possono rappresentare un freno all’acquisto. Per esempio, le politiche, in particolare tariffarie, relative a spedizione e restituzione possono bloccare i consumatori. 

Tuttavia, è bene non considerare solo queste cause. Il marketing comportamentale vi aiuta a determinare quali motivi spingono il consumatore ad abbandonare il carrello. 

Per saperne di più

Recuperare un abbandono del carrello

L’abbandono del carrello non indica tuttavia la fine della relazione con il consumatore. Infatti, l’87% delle persone che hanno abbandonato il carrello non esclude la possibilità di ritornare sul sito per finalizzare l’acquisto. In questo caso in particolare, quindi, soluzioni come quella di SaleCycle permettono di rimediare al problema dell’ordine abbandonato. 

 

Si possono impiegare diverse strategie, sempre grazie a una comunicazione impeccabile. È per esempio possibile ricontattare il visitatore, inviandogli il contenuto del carrello tramite e-mail. Si ricorderà così di aver aggiunto prodotti al carrello sul vostro sito e-commerce.

Se nemmeno così il consumatore conferma l’ordine, lo si può contattare nuovamente chiedendogli perché non abbia effettuato l’acquisto. In questo modo si viene a creare una relazione con i visitatori ed è possibile ottenere maggiori informazioni se questi rispondono alle domande, il che consente di conseguenza di migliorare i processi. Questa strategia può essere attuata anche tramite SMS. 

Ecco le soluzioni applicabili in caso di abbandono del carrello, con i relativi tassi di conversione, di click, e di aumento delle vendite:

 

Come rimediare all’abbandono del carrello grazie al marketing comportamentale

Ovviamente si possono usare molte altre tecniche, spiegate in dettaglio nell’e-book di SaleCycle. Troverete anche diversi studi e statistiche incentrati sull’abbandono del carrello nel mondo dell’e-commerce.

 

 

Per saperne di più