Quali sono, a tuo avviso, le tendenze che hanno caratterizzato il commercio elettronico nel 2018?

Nel 2018 si sono assestate nell’e-commerce alcune tendenze degli anni precedenti: una riguarda l’uso dei dispositivi mobile per effettuare acquisti – i dati del 2017 ci dicono che più del 40% delle sessioni è avvenuta da mobile, di cui circa il 21% si è convertita in vendite –; un’altra è che i video sono sempre più utilizzati in ogni fase del percorso d’acquisto: sono la nuova vetrina per lo shopping e sostituiscono il commesso mostrando i dettagli dei prodotti, facendo vedere come si usano, dando consigli, fornendo idee, etc.

Infine: lo shoppable content, che CMO segnala come “innovazione disruptive per il retail”. I contenuti sono sempre più importanti per gli e-commerce, soprattutto ora che gli utenti navigano e comprano così tanto da mobile, per questo si parla di un nuovo scenario del content marketing per i siti e-commerce.

Altre tendenze che considero interessantissime e che sono certa rivoluzioneranno ancora una volta il settore sono: l’impiego della tecnologia dei droni per le consegne dei prodotti, l’uso dell’intelligenza artificiale per gestire in modo più efficace il servizio clienti, e le nuove frontiere dell’uso dei social come canali di vendita per gli e-commerce – ed è notizia recentissima il successo che già sta ottenendo Instagram shopping, a pochi mesi dal suo lancio.

Riguardo al primo trend, Amazon ha già iniziato a testare il servizio Prime Air con consegne in 30 minuti utilizzando i droni. In generale tutti gli e-commerce stanno migliorando le loro opzioni di consegna e investendo risorse nella logistica perché per i clienti è sempre più importante ricevere rapidamente i propri acquisti. Gli e-commerce in grado di fornire le migliori opzioni sono sicuramente quelli con un vantaggio sulla concorrenza.

Il secondo trend nel mondo dell’e-commerce che ho menzionato ha a che vedere con l’introduzione dell’intelligenza artificiale per agilizzare l’assistenza clienti: soprattutto nelle interazioni iniziali, infatti, non è necessaria la presenza umana, che ha dei limiti oggettivi e proprio per questo può arrivare troppo tardi, quando il cliente non ha più voglia di comprare. Impiegando tecnologie come chatbot si possono fornire risposte immediate ai dubbi degli utenti e agevolare il proseguimento del customer journey.

Ultimo trend che segnalo per quest’anno: i social da sfruttare come canali di vendita. Facebook ancora arranca con il suo Marketplace ma Instagram va come un treno! Sarà perché geneticamente portato ad essere una vetrina, o grazie alla composizione dei suoi iscritti, per lo più giovani dai 18 ai 29 anni, abituati a “vivere online”, sta di fatto che Instagram Shopping, con cui un profilo aziendale può connettere il proprio e-commerce ai post che pubblica, è già un successo. Ma non basta: Instagram ha già rilasciato anche la funzionalità per fare acquisti direttamente dalle Storie. In che direzione va il “Social shopping”? E’ presto detto: semplificare il processo di acquisto.

Con il boom del marketing dei contenuti, siamo arrivati a quello che molte persone chiamano “content shock”: come riesce SEMrush a creare contenuti che siano rilevanti per i lettori?

La teoria del content shock è quanto mai attuale. Ogni buon lettore ha testato, almeno una volta nella vita, il senso di sopraffazione al pensiero di tutti i libri che ogni secondo si pubblicano nel mondo, libri che non farà mai in tempo a leggere. C’è un problema di quantità e di domanda e offerta che ritroviamo sul web, con tutti i contenuti che si pubblicano ogni giorno su blog aziendali, siti, social, etc.

Il problema alla base del content shock è che creare contenuti è sempre più facile e veloce, in cambio i lettori hanno sempre lo stesso tempo a disposizione per leggere quello che il web propone (se non meno!). La teoria del content shock si basa proprio sul fatto che se domanda e offerta di contenuti non crescono allo stesso ritmo, prima o poi si arriverà a un punto di rottura. Nel caso dei contenuti online l’offerta cresce in modo vertiginoso e la domanda resta quasi piatta. Arrivati al punto di saturazione, creare contenuti diventerà inefficace.

Sul blog di SEMrush cerchiamo di sfruttare i contenuti per creare valore, non come esca per vendere ciò che offriamo. E’ proprio un approccio diverso, che ci impone di concentrarci su contenuti di qualità, utili per il nostro target – consulenti di web marketing, responsabili di piccole e medie imprese, specialisti di web marketing.

Per questo la ricerca di temi attuali e interessanti è una delle mie priorità ogni giorno, e come si può vedere leggendo il blog mi affido ai migliori professionisti del settore che ci sono in Italia per garantire alla community di SEMrush questi standard di qualità.

Come aiutare le persone a sopravvivere in questa giungla di contenuti?

Pubblicando contenuti di qualità e onesti – è importante che il titolo di un post corrisponda al suo contenuto – e facilitando la lettura dei post – evitiamo muri di testo che appesantiscono la lettura, agilizzando la comprensione del testo già a colpo d’occhio, creando una struttura di paragrafi, usando il grassetto per sottolineare i concetti più importanti, inserendo solo link significativi. E’ importante usare anche le immagini per rendere più piacevole l’esperienza di lettura e le infografiche per rendere più immediati i dati.

Perché tutte queste attenzioni? Perché in questo modo il (poco) tempo che le persone hanno a disposizione per informarsi e formarsi diventa un investimento proficuo e fare content marketing ha senso per un’azienda.

Il Blog di SEMrush dovrebbe essere un potente strumento per catturare il traffico, come riuscite a convertire questo traffico in lead interessanti?

Una strategia, per essere davvero buona e dare risultati, deve sempre partire dallo studio delle persone che si vogliono intercettare. L’inbound marketing ci dice che se vogliamo che la nostra strategia di contenuti sia efficace dobbiamo creare contenuti che siano di valore per i nostri clienti ideali. Se non so chi è il mio cliente ideale, quale problema ha, cosa cerca e quale obiettivo vuole raggiungere, non sarò mai in grado di creare dei contenuti interessanti per lui – o non li troverà o li rimbalzerà, e in entrambi i casi per l’azienda sarà un fallimento e una considerevole perdita di denaro.

Il pubblico a cui SEMrush si dirige, attraverso il blog e tutti gli altri canali, è composto da persone relazionate con il marketing digitale, manager, specialisti, consulenti, che già hanno sentito parlare di SEMrush e vogliono capire come sfruttare tutti i suoi strumenti, ma anche persone che hanno le idee un po’ confuse e non sanno bene come usare tanta potenza: 30 strumenti e 7,7 miliardi di parole chiave – cosa farci?

E’ evidente che le casistiche sono molteplici, per questo è fondamentale studiare un funnel di conversione e capire quali attività, quali canali e quali formati di contenuti possono avere più valore per le persone che si trovano in ogni suo stadio. Solo in questo modo è possibile convertire utenti generici in lead interessati e qualificati per diventare clienti e, speriamo, ambassador del nostro brand.

Ragionando su questo, sul blog creiamo contenuti specifici per ogni step del funnel: da post tematici per utenti che vogliono capire come risolvere un problema, ad esempio posizionarsi sui motori di ricerca, a post sui prodotti, per far conoscere le potenzialità dei nostri tool e permettere agli utenti di valutare se fanno al caso loro.

Puoi descriverci brevemente un argomento su cui stai lavorando ultimamente?

Un argomento che mi affascina moltissimo ultimamente è il microcopy, quei piccoli testi che servono per migliorare la user experience sui siti web. Molti credono che si tratti di testi insignificanti, che hanno una funzione marginale e che pochi utenti prestino loro attenzione. La realtà é ben diversa, ci sono studi molto dettagliati che mostrano come queste minuscole porzioni di testo riescano invece ad aumentare considerevolmente le percentuali di conversioni di siti web e e-commerce. Come? Rendendo più fluida la navigazione, rassicurando gli utenti, anticipando tutti quei dubbi che possono portare un potenziale cliente a fare un passo indietro e non concludere la transazione. E’ affascinante vedere come alcune aziende riescano a sfruttare il microcopy per far colpo sul loro target, personalizzando l’esperienza di acquisto con il loro tono di voce. In alcuni casi c’è un impatto emotivo davvero forte e il brand entra nei cuori degli utenti grazie a questi piccoli dettagli, che alla fine proprio dettagli non sono.

Ho parlato di questo argomento nel mio contributo sul libro di Gaetano Romeo, “Seo & inbound marketing”.

Le ultime news su SEMrush?

Una delle cose più entusiasmanti di lavorare in un’azienda come SEMrush è che le novità non mancano mai. Un po’ perché è il settore che lo richiede e un po’ per la genetica del brand, sempre in profonda evoluzione, cerchiamo di dare al nostro target sempre nuovi stimoli, che si traducono in nuovi strumenti e nuovi dati.

Per questo abbiamo annunciato per l’autunno il rilascio del pacchetto di strumenti Competitive Intelligence 2.0, che fornirà ai nostri clienti statistiche sui mercati ancora più complete e aggiornate. Con questo aggiornamento vogliamo dare un passo in avanti rispetto alla semplice analisi SEO competitiva e andare incontro alle necessità dei responsabili marketing, dei dirigenti del settore marketing, dei marketing strategist, dei marketing analyst e dei business development manager.

Competitive Intelligence 2.0 è una tecnologia innovativa, basata sui Big data e il machine learning, che permette di analizzare le strategie e le tattiche di marketing dei tuoi rivali da ogni angolatura (SEO, fonti di traffico, attività PR, presenza sui social media, content marketing, creatività per il PPC e molto altro).

Il nostro database di parole chiave è al momento il più grande del mercato – 7,7 miliardi di parole chiave e più di 400 milioni di domini provenienti da 190 paesi – ma non per questo riposiamo sugli allori: continueremo a migliorare e rendere sempre più efficaci i nostri dati per essere un supporto reale, di valore per i nostri clienti.

Proprio questo mese abbiamo lanciato un nuovo tool che sono certa in molti aspettavano: Cpc Map, uno strumento potentissimo che incrementa l’efficacia delle campagne ppc locali.